La Repubblica fondata sui soldi: i loro


FURBATE A Repubblica fanno lo sciopero per gli euro loro e ci raccontano che si stanno sacrificando per tutti. Precari s�, cretini no.


Mettiamo che il contratto nazionale di lavoro dei giornalisti sia scaduto da 778 giorni. Mettiamo che il cuore della piattaforma per il rinnovo avesse puntato sul tema della precariet� nella categoria. Mettiamo che i giornalisti precari in Italia siano (a spanne) 60 mila, tre volte di pi� di quelli assunti. Mettiamo che un giornalista precario, se sta tra i fortunati (il 10 % del totale), guadagni 25.000 euro lordi l'anno, corrispondenti a un netto di 1000 - 1100 euro al mese. Mettiamo che tutti gli altri guadagnino meno. Mettiamo che l'informazione in Italia sia ridotta uno straccio, che i giornali tracimino gossip e marchette. Mettiamo che, in questo contesto, gli editori ti stiano chiudendo la porta in faccia da 778 giorni... Allora, che cosa si fa? Fermi tutti, si indice un bello sciopero a Repubblica, sette giorni secchi, rientrato dopo cinque (De Benedetti li ha chiamati al tavolo a trattare). Non � il gioco dell'oca dove se capiti nella casella del pozzo salti un turno, mentre a Repubblica gli � toccato in sorte il ponte, che consente di raddoppiare il movimento. E' che alla Repubblica "hanno stipendi del 20-30% inferiori a quelli degli altri grandi gruppi editoriali". E' che "gli assunti negli ultimi dieci anni sono stati sottoposti a un regime di grave e profonda disparit�". Tradotto uno: i "qualitativi" e dignitosi giornalisti di Repubblica pensano agli euri, vogliono un nuovo contratto integrativo e chissenefrega di quello collettivo. Tradotto due: i nuovi assunti a Repubblica dal 1997 guadagnano meno dei pi� vecchi grazie a un contratto aziendale sottoscritto dal sindacato in quella data. Tradotto tre: si sancisce cos� la fine della contrattazione nazionale. Da qui in poi si aprir�, tra la surreale e ipocrita esultanza del sindacato di categoria, il Far west, la fase del "divide et impera", del "mors tua vita mea", la logica darwiniana del pi� forte. Vediamo male la fascia media della categoria, quella che non appartiene ai grandi quotidiani o alle tiv�, e che ha meno potere contrattuale. E i precari? Ve li siete dimenticati? State all'occhio, amici. Che ne direste se nascesse una nuova Fnsi? La Federazione nazionale della stampa incazzata?