Sul Corsera di lunedì 4 giugno 2007 l'intera pagina 25 è stata dedicata agli zoccoli Crocs. Al grido "tormentoni da spiaggia 2007", si fa l'elenco dei vips Usa che già le hanno e dei nostrani che si stanno adeguando. Il giorno dopo si rafforza il concetto: la foto di Bush con "gli zoccoli in resina Crocs" ha addirittura la prima pagina. La pubblicità occulta sui quotidiani è prassi comune. Può trattarsi di fondi di investimento sulle pagine di economia, del profumo Calvin Klien, che fa "costume", di modelli di automobili (inserto ad hoc). Vale tutto. La pubblicità occulta non viene, di norma, pagata, ma ha un ruolo fondamentale per rafforzare il rapporto di fidelizzazione dell'inserzionista con il mezzo. Nei quotidiani la funzione dei pubbliredazio nali (che sono pagati) è minore, ma aumenta quello della pubblicità occulta: la concessionaria vende all'inserzionista, a carissimo prezzo, una serie di pagine, che vengono pianificate su tot numeri del giornale. Nel pacchetto infila anche la disponibili tà della redazione a scrivere un pezzo sul prodotto pubblicizzato, che diventa a sua volta veicolo di propaganda e "motiva" l'investimento pubblicitario. In Italia, i ricavi da inserzioni pubblicitarie rappresentano circa il 60% del fatturato dei quotidiani, sopravanzando vendite e abbonamenti, in calo costante da vent'anni. Cambio di formati, colori sgargianti, inserti, allegati mensili e settimanali, pagine locali e prodotti collaterali: gli editori hanno provato di tutto per rianimare le vendite (salvo fare una migliore informazione). Ma gli stratagemmi utilizzati non hanno prodotto l'effetto desiderato sulle vendite. Gli editori hanno comunque aumentato i profitti, la pubblicità a colori viene venduta a tariffe più alte, e inserti e allegati sono efficaci contenitori di pubblicità. Risultato: il peso dei ricavi pubblicitari sui bilanci aumenta e parallelamente aumenta il potere degli inserzionisti nel condizionare i contenuti.Anche i "prodotti collaterali" venduti con supplemento di prezzo (fascicoli di cucina e cd-rom) sono stati un modo per ovviare alla perdita di copie, costi-tuendo un cospicuo conto economico a parte. Ma ora la festa è finita e si dice che la debacle del collaterale sfiori il 50%. Per bloccare l'emorragia di copie e soprattutto per sedurre la pubblicità, i giornali si concentrano sul look e si accaniscono nella caccia al gossip. Il primo a prendere la piega della cazzata continua, dei focus sulla vita privata delle starlett, è stato il Corsera, dietro input del direttore, Paolo Mieli. Così, tra tanta pubblicità, gadget, pettegolezzi di ultima mano, nessuno pensa più molto ai contenuti. E si vede.